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LO SPESOMETRO

L’art.21 DL 78 convertito nella L. 122/2010 prevede l’obbligo della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini IVA.

 La sanzione per omessa comunicazione può arrivare anche oltre i 2000 euro.

La comunicazione dei dati rilevanti ai fini Iva va eseguita nei seguenti termini: comunicazione entro il 31 ottobre 2011 per le operazioni, con fattura - limite minimo 25mila euro iva esclusa - relative all'anno 2010 (OBBLIGO PER IL MEDICO DI MEDICINA GENERALE DI COMUNICARE ALL'AGENZIA DELL'ENTRATE IL CLIENTE ULSS) ;comunicazione entro il 30 aprile 2012 per le operazioni, con fattura - limite minimo 3mila euro iva esclusa - relative all'anno 2011; comunicazione entro il 30 aprile 2012 per le operazioni, non soggette a fattura - limite minimo 3600 euro iva compresa, effettuate dal 1° luglio 2011.

Quest'ultima fase è quella che più specificamente riguarda i consumatori finali, come si diceva definita "spesometro".

Tutti noi privati cittadini, a partire quindi, come abbiamo visto, dal 1° luglio 2011, quando andremo in un negozio o richiederemo una qualsiasi prestazione di servizi, se l'ammontare del corrispettivo supererà la soglia di 3600 euro iva compresa, dovremo fornire il nostro codice fiscale al venditore o al prestatore di servizi.

Attenzione però: se facciamo normalmente le spese al supermercato, operazione che ovviamente effettuiamo più volte all'anno, non si cumuleranno gli acquisti effettuati nell'anno e quindi non saremo "soggetti" a comunicazione; tuttavia un unico acquisto, anche al supermercato, che supererà tale somma, comporterà la richiesta del nostro codice fiscale da parte del cassiere. 

Quindi qualsiasi acquisto che superi i 3600 euro sarà per così dire "registrato" e portato a conoscenza dell'Anagrafe Tributaria.

Attenzione quindi ad acquisti di beni di lusso, quali automobili, opere d'arte, imbarcazioni, gioielli, ma anche ad iscrizioni a circoli esclusivi, scuole private, o più semplicemente a cure dentistiche o sanitarie, oppure a ristrutturazioni o acquisti di arredamenti

Risulta quindi evidente che acquisti consistenti dovranno essere giustificati da un reddito adeguato o da risparmi accumulati nel tempo ma comunque documentabili (ad esempio estratti conto bancari). Continua così, con questo nuovo strumento, la lotta all'evasione che l'Agenzia delle Entrate sta portando avanti, nella mission di una più giusta e più equa ripartizione del carico fiscale e tributario nei confronti di cittadini ed imprese

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