Roma, 21 feb. (Adnkronos Salute) - I medici che segnalano gli immigrati
irregolari potranno essere sanzionati dagli Ordini professionali di appartenenza
per aver violato
il Codice deontologico. E' quanto emerge da un documento,
votato all'unanimità dal Consiglio nazionale della Federazione degli
Ordini dei medici (Fnomceo), riunito ieri e oggi a Roma, nel quale si ribadisce
'nero su bianco' il forte
dissenso all'emendamento al ddl sicurezza '', già passato al Senato,
che abroga il divieto per i medici di denunciare alle autorità gli
immigrati irregolari che si rivolgono, per essere curati, alle strutture
sanitarie pubbliche". Un documento nel quale i camici bianchi italiani
lanciano un appello affinché la Camera dei deputati non lo approvi.
Non solo. Qualora un medico, non segnalando e dunque non rispettando il
contenuto dell'emendamento, dovesse essere sanzionato, "il Consiglio
nazionale - si legge nel documento - sarà vicino ai colleghi che dovessero
incorrere in procedimenti sanzionatori per aver ottemperato agli obblighi
deontologici". In particolare, nel documento si legge che la
procedura di segnalazione "è in netto contrasto con i principi della
deontologia medica, espressi in particolare dal giuramento professionale
e dall'art. 3 del codice deontologico, che impongono ai medici di
curare ogni individuo senza discriminazioni legate all'etnia, alla
religione, al genere, all'ideologia, di mantenere il segreto professionale e di
seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della
professione".
"Il Consiglio nazionale della Fnomceo, ribadendo che le infrazioni del
codice deontologico sono sanzionabili dagli Ordini di appartenenza - prosegue il
documento - segnala comunque che la
possibilità di denuncia creerà percorsi clandestini di cura, sottraendo
al controllo della sanità pubblica le patologie diffusive emergenti che
rappresentano un grave pericolo per ogni individuo e per la società tutta e che oggi sono
monitorate e controllate.
Il documento prosegue poi con un appello alle Istituzioni: Il Consiglio
nazionale si appella al Parlamento con un fermo richiamo alle superiori esigenze di
tutela della salute oltre che agli imprescindibili principi di solidarietà,
patrimonio storico della nostra nazione. E sollecita pertanto la Camera dei
deputati a non approvare questo emendamento, contrastante
con i principi fondanti del rapporto persona malata e medico,
ripristinando quanto previsto dalla normativa precedente. Sollecita infine
un'audizione urgente presso le sedi istituzionali competenti, allo scopo di
motivare compiutamente la posizione espressa dai medici e dagli odontoiatri
italiani.
Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici, approva l'iniziativa dell'Ordine dei medici, ma
sottolinea riguardo alla segnalazione degli immigrati che non
è ''veritiero, come sostenuto dal governo, che si tratti solo di una possibilità
e non di un obbligo".
Cozza spiega che l'obbligatorietà per i medici di segnalare gli immigrati
irregolari è tale in base "all'articolo 331 del Codice di Procedura penale
(Denuncia da parte di pubblici ufficiali e incaricati di un pubblico servizio) e
l'articolo 361 del Codice penale (Omessa denuncia di reato da parte del pubblico
ufficiale). I
medici del Ssn, in quanto pubblici ufficiali, saranno obbligati a denunciare per
iscritto quando avranno notizia della clandestinità, diventato reato
perseguibile di ufficio.
Chi omette o ritarda di denunciare sarà punito con la multa da 30 a 516 euro.
Non va dimenticato - prosegue Cozza - che l'obbligatorietà della denuncia
non è solo a carico dei medici, ma anche degli infermieri e di tutto il personale della
sanità pubblica quando è nell'esercizio delle sue funzioni. Noi come Fp Cgil
Medici e Fp Cgil abbiamo già da diverse settimane lanciato la campagna 'Io curo
non denuncio', ma già il solo annuncio della possibile legge ha allontanato gli immigrati dai
Pronto soccorso in diverse realtà. Se la norma dovesse malauguratamente
diventare legge, sarà un danno per la salute per tutti, considerando anche la
mancata cura e prevenzione di malattie trasmissibili. Chiediamo quindi alla
Camera dei Deputati - conclude Cozza - di far prevalere sulla ideologia il
diritto alla salute e il buon senso, eliminando l'odiosa norma.
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