In
una lettera l’invito del segretario nazionale della Fimmg, Giacomo Milillo,
alle altre organizzazioni del settore
A GENNAIO IL “TAVOLO” DELLA MEDICINA GENERALE
“Vediamoci venerdì 12 e sabato 13 gennaio prossimi intorno a un ‘tavolo’
che definisca un documento per la rifondazione e il rilancio della Medicina
generale italiana”. E’ questo, in sostanza, l’invito che Giacomo Milillo,
segretario nazionale della Fimmg, il maggior sindacato della categoria, rivolge
alle altre organizzazioni del settore, in una lettera inviata oggi a Giacomo
Salvatore Tritto (Aimef), Ernesto Mola (Assimefac), Vittorio Caimi (Csermeg),
Claudio Cricelli (Simg), Piergiuseppe Conti (Snami), Virginio Bosisio (Snamid).
Premesso che “tutti gli sforzi compiuti negli ultimi venti anni, anche
attraverso l’intensa attività delle nostre organizzazioni, non hanno fino ad
ora potuto evitare la progressiva emarginazione professionale ed economica della
Medicina generale italiana”, nella lettera Milillo sottolinea tra l’altro
l’indifferibilità di una revisione della formazione di base, specifica e
continua del medico di Mg, come “presupposto indispensabile al potenziamento
organizzativo e strutturale della nostra area professionale”.
Il documento che scaturirà dalla “due giorni” di lavori, spiega il
segretario nazionale della Fimmg, dovrebbe quindi costituire “un passo verso
la nascita di un ‘Dipartimento di Medicina generale’ che abbia un
riconoscimento istituzionale e giuridico e che crei un momento di utile e ormai
improrogabile embricatura tra Università (attraverso il Miur) e il Ssn
(attraverso il Ministero della Salute e le Regioni)”.
“Operazioni radicali di questo calibro – precisa infine Milillo - non
possono essere portate avanti da singoli soggetti senza un’ampia condivisione
di tutte le componenti attive della professione”, tanto più in un periodo
storico come quello che viviamo, che si presenta “complesso e instabile dal
punto di vista sociale e politico”.
L’invito, dunque, è per il 12 e 13 gennaio 2007 presso la sede della Fimmg a
Roma, nella certezza, conclude Milillo, che “nessuno farà mancare il proprio
costruttivo contributo all’avvio di un percorso non facile, ma indispensabile
e urgente, di rifondazione della Medicina generale nel nostro Paese”.