Carissimi, oggi , 27/05/09
,
poco prima delle 13, ho firmato per la FIMMG il primo biennio (2006-2007)
dell’ACN 2006-2009.
La prima pietra di un epocale ri-fondazione della medicina generale è stata
posta. Siamo riusciti a farlo garantendo ai medici l’esistente, fino a quando
non verranno messe in campo le risorse necessarie. Di più, l’esistente potrà
ancora essere implementato. La categoria, a dimostrazione della sua volontà di
cambiamento, ha assunto impegni importanti, ma tutti condizionati, nella
realizzazione effettiva, dalla disponibilità delle regioni ad investire
sull’assistenza territoriale.
Nei prossimi mesi non cambierà nulla nella quotidianità della nostra
professione, ma abbiamo impegnato per scritto la parte pubblica:
- alla ripresa immediata delle trattative per il secondo biennio;
- alla revisione della struttura del compenso;
- alla definizione di standard nazionali in ordine al sistema informatico;
- al perfezionamento dei meccanismi di contrattazione regionale.
Fra qualche ora pubblicheremo sul sito il testo definitivo dell’ACN (con le
novità evidenziate in rosso), ma intanto sintetizzo di seguito alcuni dei
principali risultati raggiunti:
- abbiamo aumentato la nostra massa salariale del 4,85%, destinando 1,5% ad
un aumento dei contributi previdenziali per valorizzare le nostre future
pensioni e lo 0,36% per avviare un nuovo fronte di tutela assistenziale
relativa alle invalidità permanenti parziali e al caso di morte, fronte sul
quale eravamo completamente scoperti; il resto lo abbiamo caricato tutto
sulle voci di onorario della quota A del compenso, aumentando in modo
proporzionalmente maggiore le quote per gli over 75 e per gli assistiti fino
a sei anni;
- l’abolizione dei primi 3 commi dell’art. 10 e della correlata norma
finale 13;
- abbiamo portato da tre a cinque anni il tempo per raggiungere le 300
scelte ed evitare la perdita della convenzione e il termine dei 5 anni per i
medici ancora in convenzione decorre dall’entrata in vigore del ACN;
- la presa d’atto del passaggio della medicina penitenziaria dal Ministero
di Grazia e Giustizia alle regioni e la sua competenza nell’area della
medicina generale.
Riguardo ai problemi sorti dall’esame del testo che la SISAC aveva proposto
per inserire il testo del preaccordo nell’ACN siamo riusciti a:
- garantire una formulazione che non interrompa l’utilizzazione del fondo
per fare nuove forme associative, acquisire personale di studio e
infermieri, ne il suo ulteriore ampliamento a livello di accordi regionali;
- esplicitare che le prestazioni informatiche, diverse dal flusso
informativo e dalla ricetta on line, continuino ad essere oggetto di accordo
regionale;
- conservare l’art. 26 e l’art. 54 e reintrodurre l’obbligo di
adesione alle sperimentazioni delle equipe;
- recuperare la vecchia definizione della scheda sanitaria informatizzata
evitando ogni riferimento alle leggi vigenti;
- eliminare al comma 4 della lettera B dell’art. 59 l’espressione
“nonché fatto salvo quanto previsto dall’art. 59 ter”;
- certificare con una dichiarazione congiunta che i commi 1 e 2 dell’art.
59 bis sono subordinati alla piena operatività dei sistemi regionali
previsti al comma 3 e alle condizioni stabilite dal comma 4;
- certificare con una dichiarazione congiunta che, per una serie di criteri,
l’assistenza primaria con personale di studio non gode di autonomia
organizzativa (per IRAP);
- modificare la norma finale 19 eliminando l’espressione “ne
intrattenere rapporti contrattuali a nessun titolo con le aziende
sanitarie”; la norma recita: “Qualora gli accordi regionali di cui
all’art. 26 ter prevedano da parte dei medici coinvolti nelle Unità
Complesse di Cure Primarie l’utilizzo di società di servizio, anche
cooperative, queste, così come stabilito dalla lettera b, comma 3
dell’art. 54, non possono in ogni caso fornire prestazioni sanitarie e
assicurano esclusivamente beni e servizi ai medici.” (Su questo argomento,
oltre alle resistenze della SISAC abbiamo dovuto affrontare anche
l’atteggiamento ostativo dello SNAMI).
Infine abbiamo formulato alcune dichiarazioni a verbale relative al personale
di studio, alla impossibilità del medico di trasmettere dati per i quali il
paziente abbia esplicitamente negato l’autorizzazione, all’impegno della
FIMMG ad intervenire presso i ministeri competenti per far adottare un
traduttore dell’ICD9CM, più rispettoso della privacy e utilizzabile
nell’ambito dell’assistenza primaria.
Ritengo che l’accordo raggiunto sia soddisfacente nei contenuti, nelle
garanzie e soprattutto nelle prospettive. Siamo già proiettati sul secondo
biennio, che la parte pubblica dovrà iniziare al più presto.
Nei prossimi giorni altre valutazioni e approfondimenti.
A presto Giacomo Milillo