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La Fondazione Enpam si opporrà con ogni mezzo
all’insensato attacco al proprio sistema pensionistico contenuto
nella manovra.
Comunicato stampa dell’Ente: “la norma
(articolo 24, comma 24), di difficile applicazione e di dubbia
razionalità, è calata dall’alto su una categoria che aveva già
intrapreso in legittima autonomia un percorso di riforme per il
riordino del proprio sistema previdenziale”.
""Proprio l’ingente patrimonio
costituito a garanzia delle pensioni – recentemente oggetto di
un’incisiva riforma della governance grazie all’apporto
scientifico del professor Mario Monti – è ora la materia del
contendere. Stando all’articolo del Decreto legge, il patrimonio
non può essere contabilizzato, neppure per periodi e importi
limitati, per definire l’equilibrio richiesto alle gestioni, ora
spostato su un orizzonte temporale di 50 anni.
“E’ come se a un buon padre di famiglia che avesse
oculatamente messo da parte un gruzzoletto in previsione dei
momenti difficili, fosse vietato di usarlo al verificarsi del
bisogno”, esemplifica Alberto Oliveti, vicepresidente vicario
della Fondazione Enpam.
L’Enpam ha un meccanismo previdenziale sano. A differenza del
sistema retributivo pubblico che calcola la pensione in
proporzione agli ultimi stipendi, la Cassa dei medici e degli
odontoiatri ha un sistema reddituale che tiene conto dei redditi
percepiti durante tutto l’arco della vita lavorativa. “Questo
particolare sistema, come lo stesso ministro Fornero ha
riconosciuto, ha gli stessi effetti del contributivo ma è più
virtuoso, se tecnicamente ben calcolato, perché permette al
giovane di sapere con certezza quanti soldi riceverà ogni mese al
momento del pensionamento. Non si vede perché ora una norma di
legge, che non porta alcun beneficio per le casse dello Stato,
debba penalizzare le pensioni dei medici e degli odontoiatri”,
dice Alberto Oliveti.
“Buttando alle ortiche questo sistema un giovane potra solo
accorgersi di quanto sta seminando per la sua pensione ma non vedrà
più come sta crescendo la sua piantina. Inoltre, impedendo
l’uso del patrimonio si toglie il concime che attualmente
permette alle piante Enpam di diventare più alte di quelle
Inps”, continua il vicepresidente vicario della Fondazione.
Per questo l’Enpam ha deciso di andare avanti con le riforme
programmate, che prevedono l’equilibrio a 50 anni, con uso del
patrimonio per importi e periodi limitati, come in occasione del
previsto esodo massivo dei nati negli anni ‘50, per fronteggiare
il quale la Fondazione ha già da parte le risorse necessarie.
Tant’è vero che, con la riforma attualmente impostata, fra
mezzo secolo il patrimonio della Fondazione non sarà eroso
rispetto ad oggi ma risulterà più che decuplicato.
L’Enpam darà il via ad una prima iniziativa legale contro dalla
doppia tassazione che grava sui patrimoni delle casse
privatizzate. L’ente previdenziale dei medici e degli
odontoiatri, infatti, oltre a non costare nulla alle casse dello
Stato, versa al fisco oltre 70 milioni di euro all’anno di tasse
illegittime. “Se il ministro del lavoro vuole obbligarci a
penalizzare i nostri iscritti, noi non vediamo perché dovremmo
continuare a sostenere con una doppia e ingiusta tassazione i
sistemi pubblici in deficit”, dice Oliveti.
La doppia tassazione degli enti di previdenza – che vede
l’Italia in controtendenza rispetto agli altri Paesi europei –
colpisce la redditività del patrimonio accantonato a garanzia
delle pensioni, sulle quali già si pagano imposte.""
Comunicato stampa Enpam
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