Oggi e'
Corte dei Conti - Lombardia
Condanna MMG per irragionevolezza prescrittiva
La Corte dei Conti Lombardia, attraverso una disamina analitica (rappresentata
nel testo della sentenza) di singole prescrizioni effettuate su determinati
pazienti, ha condannato un medico di base al pagamento di euro 2.840,10 per
irragionevole prescrizione di medicinali posti a carico del Servizio Sanitario
Nazionale. La prescrizione di un farmaco è appropriata se la sua efficacia è
provata nella specifica indicazione e riconosciuta in scheda tecnica e se i suoi
effetti sfavorevoli sono "accettabili" rispetto ai benefici. Queste
caratteristiche, che descrivono l'appropriatezza clinica e professionale, devono
essere integrate dall'aspetto sanitario e gestionale, che considera anche
l'efficacia dell'intervento nelle popolazioni e il "consumo" di
risorse che esso comporta. Pertanto, affinché la prescrizione di un farmaco sia
appropriata, è necessario che: i benefici attesi o probabili sulla base delle
prove di efficacia siano superiori ai possibili effetti negativi e ai disagi
derivabili dal suo impiego (rapporto beneficio/rischio favorevole); il
costo o l'impiego certo di risorse che ne deriva sia pari o inferiore a quello
di altri interventi di pari efficacia o in relazione ai benefici che altre
decisioni permetterebbero di conseguire combinando diversamente lo stesso
ammontare di risorse; siano rispettate le preferenze e le aspettative del
paziente. Il medico sceglie il farmaco più appropriato tenendo conto dei
risultati degli studi clinici e dopo aver valutato se le loro conclusioni sono
valide e applicabili alla realtà clinica del singolo paziente, che va
correttamente diagnosticata. Nel trarre questa deduzione, il medico deve
integrare i dati della doverosa conoscenza degli approdi della letteratura
scientifica con le peculiari caratteristiche dei singoli pazienti, quali
l'anamnesi farmacologia, le interazioni farmacologiche, la comorbilità e le
politerapie, e deve interagire con la loro idea di vita, con lo stile di vita, i
valori, la spiritualità e la storia individuale. Il Sistema Sanitario Nazionale
[SSN] rimborsa i trattamenti sulla base della dimostrata efficacia in
studi clinici e di criteri economici. In altre parole, il SSN sceglie i farmaci
che dimostrano un vantaggio su popolazioni selezionate a costi accettabili. Il
medico di medicina generale è pertanto chiamato a valutare a norma e a decidere
se la soluzione più appropriata per la sanità pubblica è applicabile alla
realtà clinica del singolo malato. Se il paziente soddisfa queste
caratteristiche, il trattamento è prescrivibile e rimborsabile, e ciò è
ritenuto giusto e corretto. (Avv. Ennio Grassini - www.dirittosanitario.net)