Lettera del Segretario Generale Nazionale
agli iscritti Fimmg
-17 giugno 2010 Prot.
GM/2010/362- Roma-
Cari colleghi,la
difficoltà del momento aggiunge ansia e disagi alla categoria, come se non
bastassero quelli che derivano dall’aumento del carico di lavoro che
inesorabilmente va aumentando ormai da quasi 10 anni. Fra l’altro, noi che
siamo in prima linea, nei nostri studi, ci ritroviamo a dover subire anche le
ansie e i disagi dei nostri assistiti.
Naturalmente c’è
chi approfitta della situazione a fini strumentali in operazioni di
sciacallaggio sindacale o di interesse personale, ma non voglio soffermarmi su
questo argomento che finirebbe per occupare inutilmente troppe pagine.
Quando si dirige
una grossa organizzazione di categoria non ci si deve lasciar andare alle
emozioni, ma restare lucidi “sul pezzo” per tutelare al meglio gli interessi
rappresentati. Colgo l’occasione per ringraziare, oltre ai colleghi
dell’Esecutivo, i molti dirigenti della FIMMG che stanno ricoprendo
egregiamente questo ruolo e che lo hanno dimostrato nell’ultimo consiglio
nazionale.
Lo scopo di questa
comunicazione è di aggiornarvi su ciò che stiamo facendo rispetto alla manovra
finanziaria è anche l’occasione per fare il punto sulle sperimentazioni dei
certificati di malattia on line.
MANOVRA
ECONOMICA
Prima di tutto
sgombriamo il campo dalle paure inutili.
La manovra non
incide sui nostri attuali emolumenti, come invece è previsto per i dipendenti
con redditi alti.Neppure compromette l’iter di approvazione e i contenuti
economici del rinnovo dell’ultimo biennio 2008-2009 siglato il 10 marzo
scorso.Questo ha superato tutti i livelli di approvazione (comitato di settore,
Governo, Corte dei conti) ed è all’ordine del giorno della prossima
Conferenza Stato Regioni per l’approvazione definitiva. Meno male che abbiamo
chiuso per tempo le trattative. Se non avessimo firmato i due bienni, come
sostenevano i nostri oppositori, ci saremmo trovati oggi con un pugno di mosche
in mano e con un atteggiamento della
parte pubblica molto più pretenzioso.Altro che maggiori aumenti e minori
compiti!La manovra prevede invece il blocco del rinnovo del prossimo ACN (come
dei contratti dei dipendenti) fino a tutto il 2012, senza possibilità di
recupero successivo, sotto forma di arretrati, degli incrementi previsti per lo
stesso triennio. I dipendenti godono dell’indennità di “vacanza
contrattuale” che interviene automaticamente (+0,4%) in caso di mancato
rinnovo. Anche per noi è pure prevista tale indennità, ma non è automatica e
può essere recuperata solo con la successiva convenzione. E’ evidente però
che il blocco dei rinnovi per noi assume una tripla valenza negativa: si
interrompe l’incremento delle nostre entrate, si interrompe il progressivo
aumento dello 0,5% della contribuzione previdenziale e continuiamo a sostenere
le spese dei fattori di produzione, fra le quali alcune (per esempio personale
dipendente) saranno in continua progressione.Data la difficile situazione
congiunturale di tutta l’Europa, non si ritiene probabile il superamento di
questo blocco e l’ultimo Consiglio nazionale ha ritenuto inutile e dispendioso
mettere in atto giornate di sciopero che avrebbero esclusivamente determinato
alla categoria un danno economico senza possibilità di un seppur minimo
risultato. Stiamo invece lavorando su due fronti, stabilendo contatti e
suggerendo proposte di emendamento in sede politica. Uno è quello di rimuovere
il blocco dei rinnovi, anche se solo parzialmente, per consentire una
contrattazione che offra l’opportunità di reperire risorse per i fattori di
produzione (il comunicato oggi diffuso e ampiamente ripreso da tutte le agenzie
di stampa, che alleghiamo, ritengo abbia ben espresso la nostra posizione).Il
secondo è quello di rendere automatico anche per noi il riconoscimento della
indennità di “vacanza contrattuale”. Continua il nostro impegno per
ottenere un provvedimento legislativo che introduca
elementi di
cambiamento, in particolare la ristrutturazione del compenso e la progressiva
eliminazione della concorrenza.
Il Consiglio
nazionale ha approfondito, infine, alcuni aspetti tattici della negoziazione nel
prossimo futuro, in particolare ha evidenziato come la manovra non preveda il
blocco degli Accordi Integrativi Regionali.Nella mozione conclusiva è ben
esplicitata la necessità di un forte coordinamento delle nostre segreterie
regionali, al fine di evitare pericolose derive al ribasso cui sono esposte
soprattutto le regioni in disavanzo e per dare coerenza negoziale agli accordi
deiprossimi tre anni.
CERTIFICATI
ON LINE
Molte riviste e
newsletter stanno raccogliendo e diffondendo le “grida di dolore” dei
sindacati minori sulla prossima messa a regime del certificato on line.Anche in
questo caso riteniamo opportuno fornirvi un’informazione puntuale, razionale e
priva di qualsiasi coloritura emotiva.Va da sé che il 19 giugno (data prevista
per l’inizio del periodo di collaudo dei Ministeri competenti con la FNOMCEO e
con i sindacati) non verrà aperta la caccia ai medici che non saranno pronti
per la trasmissione: non si sono infatti ancora realizzate le condizioni per la
messa a regime del sistema che prevede il superamento del certificato
cartaceo.Affinché possa essere superato il collaudo e la procedura venga
ufficialmente dichiarata a regime, non è sufficiente la verifica del pieno
funzionamento della trasmissione, ma è anche necessario che tutti i soggetti
tenuti all’invio (compresi i medici dell’area della dipendenza) siano in
grado di adempiere l’obbligo previsto dal decreto. Devono essere inoltre
attive e funzionanti anche le soluzioni sussidiarie all’invio telematico (call
center ecc.), anche queste previste dal decreto, dagli allegati tecnici e dalle
successive circolari. Comunque la sperimentazione è stata avviata e procede.
Per quel che ci è dato conoscere in alcune regioni le sperimentazioni sono
cominciate, con risultati diversi, come è naturale che sia per una nuova
procedura. Anche dove alcuni invii telematici sono andati a buon fine il
meccanismo non ha ancora raggiunto il livello e le funzionalità previste dagli
allegati tecnici. Come FIMMG abbiamo fiducia nel rispetto degli impegni che i
Ministri Fazio e Brunetta hanno assunto sia con dichiarazioni ufficiali che
attraverso circolari esplicative a tutti note. Ma in sostanza, cosa devono fare
i medici? Naturalmente chi, dal proprio studio (dal proprio studio, non si sta
parlando qui di visite domiciliari), è in condizione di inviare senza problemi
i certificati di malattia on line dal
19 giugno può e deve continuare a farlo. Sottolineiamo che si tratta del medico
titolare della convenzione e non del sostituto. Qualora, per qualsiasi motivo
tecnico o logistico, il medico avesse difficoltà nell’operazione può
tranquillamente continuare a certificare su carta. Questa opzione vale
naturalmente anche per le postazioni di continuità assistenziale, per i
sostituti oltre che per le zone in cui ci sono problemi di collegamento. In ogni
caso non è ancora attiva la “sanzionabilità” del mancato invio, anche per
quei colleghi che fossero già nelle condizioni di farlo. Questa potrà essere
prevista solo dopo il superamento della fase di collaudo. Ricordiamo che
l’eventuale procedura del sanzionamento, quando entrerà in vigore, seguirà i
canali del procedimento disciplinare previsto dall’ACN. Dalle sperimentazioni
messe in atto sta emergendo comunque un problema analogo a quello della
spedizione telematica delle ricette. Per poter assolvere questi compiti in modo
agevole e senza intralcio all’ attività quotidiana, i medici dovrebbero
dotarsi di aggiornamenti dei loro applicativi di gestione delle schede sanitarie
informatizzate, messi a punto dalle diverse software house sulle specifiche
fornite da SOGEI (la società del Ministero dell’Economia e delle Finanze
incaricata di gestire il SAC, sistema di accoglienza centralizzato delle
certificazioni e delle ricette). Anche se alcuni medici, che hanno ottenuto
gratuitamente le versioni demo di questi aggiornamenti (add on), riferiscono una
buona funzionalità, restano comunque problemi di settaggio ed assistenza che
complicano ulteriormente le cose.Tale acquisizione comporta inoltre un costo
variabile a seconda dei programmi,che può arrivare fino a 250 euro + iva per
l’acquisto oltre a un canone annuo di circa 200euro + iva, senza considerare i
costi di interventi tecnici di assistenza.E’ chiaro che nessun medico è
costretto a farsi carico di queste spese per obbligo convenzionale.
Siamo in stretto
contatto con Ministeri e Regioni, stiamo loro trasferendo tuttequeste criticità,
sostenendo come sia anche di loro interesse che il medico sia messonelle
condizioni di assolvere questi compiti senza perdite di tempo, senza
ulterioricomplicazioni, senza oneri tecnici ed economici a proprio carico.Non si
può pretendere che i medici vengano ridotti, fra l’altro improvvisando, a un
ruolo di semplici operatori informatici per conto delle più diverse entità
sanitarie e non: il medico deve continuare a fare il medico.
Alle Regioni, se
vogliono raggiungere l’obiettivo desiderato (che fra l’altro è presupposto
per ottenere l’erogazione di una quota consistente di finanziamento) conviene
fornire a tutti i medici l’adeguamento dei programmi e tutta l’assistenzanecessaria
ai collegamenti: il medico deve avere in mano uno strumento pienamente
operativo. Intendiamo infine far presente ai Ministeri e alle Regioni che, anche
quando il collaudo sarà superato, dovrà comunque rimanere la riserva della
certificazione cartacea nei casi eccezionali di mal funzionamento del sistema.
Giacomo Milillo
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