Medico di medicina generale condannato al risarcimento di oltre 230.000 euro
Durante un allenamento di calcio presso un istituto scolastico un minore veniva colto da un arresto cardiocircolatorio realizzante grave cerebropatia con paraparesi spastica.
Un cardiologo che lo aveva precedentemente visitato aveva diagnosticato una cardiomiopatia ipertrofica non ostruttiva, controindicando l'attività sportiva nonché il sollevamento di oggetti di peso elevato.
Ciò nondimeno, il medico curante del minore aveva redatto su istanza dei genitori un certificato di buona salute per la pratica di sport non
agonistici.
Il medico curante deduceva che il rilascio del certificato si era posto come mera occasione rispetto a cause sopravvenute di per sé sufficienti a determinare l’evento.
La Sentenza (Cass. Civ., Sez. III, n. 3353 del 12/2/10)
Il Sanitario
doveva valutare i rischi di natura medica e, quindi, tener conto che il certificato di buona salute ben poteva essere utilizzato per un numero indeterminato di attività, in ipotesi controindicate in relazione allo stato fisico del ragazzo.
doveva quindi adottare un dovere superiore di protezione che prescinde, ovviamente, da inquadramenti e definizioni di tipo aprioristico e rifiutare, in presenza del quadro patologico che si ricavava dal precedente referto di cui era in possesso ed era venuto a conoscenza, il certificato chiedendo in ipotesi un’ulteriore consulenza anche con riferimento alle attività non definibili prettamente agonistiche e, in caso contrario, mantenendo comunque le controindicazioni in calce già espresse all’atto del primo certificato di fatto ritenuto insufficiente per il soddisfacimento dell'intento del ragazzo, della cui volontà di giocare a calcio era consapevole, assieme ai genitori.
Medlex
pubblicato il 29-03-2010
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